Il medico-naturalista che aprì la strada all’acquario marino bilanciato

William Bonnar

Introduzione

Nato il 20 luglio 1797 a Simprin, nel Berwickshire, George Johnston è ricordato come uno dei più attenti e scrupolosi osservatori della fauna marina britannica. Medico di professione, dedicò ogni momento libero alla scienza naturale, con particolare attenzione agli organismi marini sessili e coloniali.
Per gli acquariofili, il suo nome è legato a uno degli esperimenti più precoci e significativi nella mantenimento della vita marina in cattività.

L’esperimento del 1842: un microcosmo marino

Nel 1842, nella sua casa di Berwick-upon-Tweed, Johnston mantenne per diverse settimane una vasca di vetro contenente animali e piante marine insieme.
Osservò che le piante, attraverso la fotosintesi, arricchivano l’acqua di ossigeno, permettendo agli animali di sopravvivere senza frequenti ricambi.

Questo principio di equilibrio biologico — oggi alla base di ogni acquario — fu così dimostrato per la prima volta in maniera documentata.

Tratta da History of the British Zoophytes

Metodo di lavoro Raccolta diretta: Johnston preferiva raccogliere i campioni di persona lungo le coste scozzesi, spesso in mare aperto.

  • Osservazione prolungata: manteneva gli esemplari vivi per studiarne il comportamento.
  • Annotazioni dettagliate: ogni variazione di colore, apertura di polipi o reazione a stimoli veniva meticolosamente registrata.

Questa combinazione di metodo scientifico e passione anticipò le tecniche dell’acquariofilia moderna.

Opere principali

  • Fonti primarie
  • Johnston, G. (1838; 1847). A History of the British Zoophytes. Edinburgh: W. H. Lizars.
  • Johnston, G. (1842). A History of British Sponges and Lithophytes. Edinburgh: W. H. Lizars.
  • Johnston, G. (1842). Articolo in Annals and Magazine of Natural History, vol. 9, sul mantenimento in vita di organismi marini in vasca.
  • Fonti secondarie
  • Thorsen, S. (1999). “Victorian Aquariums: From Johnston to Gosse” in History Today, 49(10).
  • Kenchington, E. (2010). The Marine Aquarium Craze of Victorian England.
  • Biodiversity Heritage Library – collezione digitalizzata delle opere di Johnston. (1838; 2ª ed. 1847)
    • Catalogo illustrato di coralli, idroidi e antozoi britannici.
  • A History of British Sponges and Lithophytes (1842)
    • Descrizione scientifica di spugne e coralli pietrosi, con osservazioni sul mantenimento in vita.
  • Numerosi articoli su Annals and Magazine of Natural History, rivista di cui fu cofondatore.

Eredità per l’acquariofilia

Johnston non brevettò vasche o inventò nuove strutture, ma il concetto di equilibrio vegetale-animale che dimostrò nel 1842 fu il seme da cui germogliarono gli acquari di Anna Thynne e, più tardi, la divulgazione di Philip Henry Gosse.

Per questo, tra gli storici dell’acquario, Johnston è considerato “il nonno dell’acquario moderno”.

Curiosità storiche

Era noto per la sua gentilezza e per la capacità di rendere accessibile la scienza anche a non specialisti.

Praticava gratuitamente la medicina ai più poveri della sua comunità.

Disegnava personalmente molte illustrazioni delle sue opere, con grande precisione.

Fonti

Fonti primarie

  1. Johnston, G. (1838; 1847). A History of the British Zoophytes. Edinburgh: W. H. Lizars.
  2. Johnston, G. (1842). A History of British Sponges and Lithophytes. Edinburgh: W. H. Lizars.
  3. Johnston, G. (1842). Articolo in Annals and Magazine of Natural History, vol. 9, sul mantenimento in vita di organismi marini in vasca.

Fonti secondarie

  1. Thorsen, S. (1999). “Victorian Aquariums: From Johnston to Gosse” in History Today, 49(10).
  2. Kenchington, E. (2010). The Marine Aquarium Craze of Victorian England.
  3. Biodiversity Heritage Library – collezione digitalizzata delle opere di Johnston.

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