
Ricordo con chiarezza il giorno in cui, alla fine degli anni ’70, accesi per la prima volta la luce del mio acquario. Da allora, il mondo sommerso è diventato parte integrante della mia vita. Per molti anni è stato un semplice hobby: un’oasi di quiete e meraviglia tra i ritmi frenetici della quotidianità. Tutto è cambiato a metà degli anni ’90, quando mi sono iscritto al Club Ittiologico Romano. Da quel momento, la mia passione ha trovato una nuova dimensione. Non si trattava più soltanto di allevare pesci o curare piante acquatiche, ma di condividere, ricercare, confrontarsi. Di crescere, insieme ad altri appassionati. In quegli stessi anni ho scoperto anche il newsgroup it.hobby.acquari, una vera fucina di idee, scambi e dialoghi intensi. Lì ho scritto e letto migliaia di messaggi, partecipando attivamente a discussioni tecniche, racconti personali e dibattiti appassionati. Quelle conversazioni mi hanno arricchito profondamente: ho trovato amici, acquisito conoscenze, raccolto ispirazioni. Oggi posso contare circa 500 libri letti e custoditi sull’acquariofilia, oltre a un numero molto maggiore di riviste specializzate. Ogni pagina ha contribuito a costruire il mosaico di competenze e passione che porto con me. Guardando la foto accanto a questo testo — un’immagine che parla più di mille parole — ho sentito il bisogno di creare AcquaCUltura: uno spazio in cui far confluire tutto questo. Un luogo dove raccogliere esperienze, conoscenze, emozioni. Un punto di incontro per chi, come me, non vede in un acquario soltanto un vetro pieno d’acqua, ma una storia da vivere. Benvenuti in AcquaCUltura: dove la passione si fa cultura. E la cultura, passione.
Paolo Bernardi
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